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Articolo sulla Villa Parigi dal giornale nazionale “L’ Evento del giorno”
Una francese ed un vietnamita , padroni di casa a Sinaia.
La famiglia Le Khac è venuta a fare turismo di qualità nella Valle della Prahova.
Tramite la VILLA PARIGI, i due cercano di coltivare un concetto nuovo di ospitalità.
Valentina Anghel si Duc Le Khac si sono conosciuti in Francia, a migliaia di chilometri dai loro paesi d’origine. Si sono piaciuti dal primo momento. Dicono di sentirsi uniti da qualcosa di più dell’amore , perchè tutti e due erano imigranti e hanno provato insieme le difficoltà della vita in un paese straniero. Lei era andata via negli anni ’90 dalla Romania, dove era stata ammessa all’I.A.T.C.(Istituto dell’Arte Teatrale e Cinematografica) e dove aveva recitato sulla scena della città di Ploiesti. Lui aveva lasciato il Vietnam quando aveva 4 anni, per viaggiare nel mondo insieme ai genitori che lavoravano alla rappresentanza diplomatica.
Valentina e Duc hanno adesso un bambino di 5 anni ed un’altro sta arrivando (Valentina è in dolce attesa).Nel frattempo sono diventati proprietari di una villa che si trova nella foresta di Sinaia. Sono venuti a fare turismo quì, perchè la Valle della Prahova si assomiglia con quello che erano le Alpi 30 anni fà e perchè - dicono loro – questo è il percorso della loro vita, cioè quello di tornare alle origini. Vogliono promuovere il concetto della “ open house “ (casa aperta) , in un paese come la Romania, dove il turismo è in caduta libera. Per adesso le cose vanno così e così.
INCOSCIENTI
Per Duc è stata la suocera ad aprirgli l’apetito per conoscere la Romania.
Sono venuti in montagna ed a loro è piaciuta Sinaia.”A Brasov non ci è piaciuto il pervenire delle persone, che si sentiva dappertutto, cosìcchè abbiamo pensato di comprare una casa a Sinaia.”- racconta Valentina.
Inizialmente la casa era stata progettata per sua madre ma, visitando più ville in costruzione, hanno pensato che possono comprare una casa più grande , per metterla a disposizione degli ospiti e, nello stesso tempo, per essere anche la loro abitazione.
“ Nel 2005, quando abbiamo pensato di investire in Romania, siamo andati all’Ambasciata Romena di Parigi, dal Consigliere per l’Economia, per informarci in che cosa possiamo investire in Romania. Ci ha parlato solo delle fabbriche statali che si stanno privatizzando.... Allora ci siamo recati all’Ufficio per la promozione del turismo romeno in Francia e quì una signora ci ha dato un elenco con i tour-operator francesi, invece di raccomandarci gli agenti della Romania “ – ci racconta indignata Valentina.
Duc la sostiene con la precisione di un direttore commerciale di una ditta francese di IT : “ Siamo stati incoscienti quando abbiamo investito in Romania, malgrado i due incontri che abbiamo avuto con le autorità romene. E un’ avventura. “
LA SANTA INVIDIA ROMENA
Hanno comprato la villa alla quale hanno dato il nome “ PARIGI “, senza sapere che cosa li aspettava in seguito. Hanno provato prima di domandare ai vicini quali sarebbero i periodi più affollati ed il grado di occupazione delle stanze, per poter farsi un piano d’affari.
“ Abbiamo constatato che la gente è molto chiusa e molto invidiosa. Non esiste una collaborazione tra gli alberghieri, che preferiscono perdere i clienti piuttosto che raccomandare loro un altro albergo quando loro hanno tutte le stanze occupate.” – dice Valentina.
“ Non hanno saputo dirmi neanche quanto pagano al mese la bolletta del gas e della luce. Forse non hanno voluto dirmelo. Comunque sia, io ho constatato una mancanza di pianificazione quì in Romania. Si lavora in un modo caotico.” – sta paragonando la donna i due sistemi , quello romeno e quello francese.
In Francia Valentina è stata per più di 10 anni guida interprete conferenziere, per il suo impiego dovendo studiare le arti e le lettere. Il suo mestiere le ha aperto nuovi orizzonti verso il mondo, ma soprattutto le ha dato un’idea su quello che significa il vero turismo.
IL CIRCUITO SCORAGGIANTE DELLE AUTORIZZAZIONI
La francese è èntrata rapidamente nell’attenzione della piccola comunità di Sinaia, andando dalle autorità locali per ottenere i permessi necessari per l’apertura ed il funzionamento della villa. La sua fama non le è stata d’aiuto ; anzi, è stata uno svantaggio.
“ Il fatto che arrivo dalla Francia mi ha reso più difficile l’ottenimento dei permessi per la villa, permessi che i miei vicini hanno ottenuto più facilmente. Dai pompieri non sono riuscita ad ottenere il permesso neanche adesso, dopo ben nove mesi da quando ho depositato la domanda.” – si lamenta la donna.
“ La signora dall’istituzione che certifica il numero di stelle per gli alberghi mi ha spaventata, dicendomi che, se non metto i condizionatori d’aria , la villa non può avere 4 stelle. Le ho spiegato che nessuno ha l’aria condizionata nel bosco e che tutti gli alberghi vicini hanno ottenuto il numero di stelle senza avere l’aria condizionata, perchè d’estate fa fresco in questa zona. La mia spiegazione non è servita a niente. Il percorso da seguire per autorizzarsi dipende molto dalle conoscenze e dai soldi che hai. Devi sapere quanto devi dare, a chi devi dare e perchè. E un circuito che ti disgusta e ti delude.” – conclude amaramente la francese.
Neanche Duc ha un parere migliore anche se dice di aver trovato in Romania la vita che la società dell’occidente ha perso. “ Sono sciocato dal desiderio della gente di rovinare tutto. Buttano i rifiuti dappertutto, non hanno neanche un po’ di rispetto per la natura e per i bei posti in cui vivono.”
IL NOSTRO MOTTO E: SODDISFARE IL CLIENTE
Da qulche mese, da quando hanno aperto la villa con le sette stanze, Valentina e Duc non possono dire che sono stati assaliti dai clienti. Non ci pensano neanche quando potranno recuperare il loro investimento di quasi 400.000 euro che hanno speso fino adesso in Romania. La loro villa è molto elegante , allestita con un buon-gusto aparte. Il tutto fa notare la cura per i dettagli, esattamente come quando ti fai una casa per te stesso.
“ Non ci interessa fare soldi a tutti i costi. Se era così, avremmo investito in qualche alloggio a Parigi ed avremmo ricevuto mensilmente l’affitto. Non vogliamo solo vendere una stanza, ma vogliamo interagire con i turisti, vogliamo dividere con loro le nostre esperienze ed offrire loro un pacchetto turistico completo. Le persone non vengono in montagna solo per avere dove dormire, ma le dobbiamo offrire anche delle alternative per passare il loro tempo, dei suggerimenti culturali e per il relax. “ – spiega Valentina, la quale si riserva il diritto di scegliersi i clienti.
“ In fondo, se riusciremo a recuperare o no i nostri soldi non è così importante. Possiamo dire che, alla fine, ci troviamo ad avere una casa più grande di quanto avevamo bisogno.” –conclude anche Duc, che guarda i problemi della vita in Romania.
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